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Formati video e audio: container, codec e decodifica

5 min di lettura

Quando un dispositivo dice che non riesce a riprodurre un video, quasi mai il file è rovinato: di solito non sa leggere uno dei suoi componenti. Un video ha due livelli: il container, che è la scatola, e i codec, cioè il modo in cui l’immagine e il suono sono compressi al suo interno. Capire questa differenza ti risparmia molti tentativi a vuoto.

Il container: la scatola

L’estensione del file (.mp4, .mkv, .ts) indica il container. Il container riunisce in un solo file la traccia video, una o più tracce audio, i sottotitoli, i capitoli e dati come la lingua di ogni traccia. Non decide la qualità: un MKV e un MP4 con lo stesso contenuto si vedono allo stesso modo.

  • MP4 (e la sua variante M4V): il più diffuso. Lo apre quasi qualsiasi telefono, browser e TV.
  • MKV (Matroska): aperto e molto flessibile. Accetta molte tracce audio e sottotitoli di quasi ogni tipo, per questo è comune nei video d’archivio personali. Alcune TV e il Chromecast non lo aprono così com’è.
  • TS (MPEG-TS): pensato per le trasmissioni. Regge bene le interruzioni perché si può iniziare a leggerlo da qualsiasi punto. È quello della televisione digitale e di molti segmenti HLS.
  • Altri: WebM (del web, con VP9 o AV1), MOV (di molte fotocamere e molti telefoni), e AVI o FLV, più vecchi.

I codec video

Un codec comprime l’immagine perché occupi una piccola parte di quanto occuperebbe senza compressione. Più è moderno, più qualità offre per ogni megabit, ma richiede anche più lavoro per decomprimerlo.

  • H.264 (AVC): lo standard universale da anni. Lo decodifica in hardware praticamente qualsiasi dispositivo. Se vuoi che un video si veda ovunque, H.264 in MP4 è la scelta sicura.
  • HEVC (H.265): ottiene una qualità simile a H.264 con dimensioni molto più ridotte, ed è comune nel 4K e nell’HDR. I dispositivi recenti lo decodificano in hardware; molti di quelli vecchi no.
  • VP9: il codec aperto di Google, molto usato sul web, con un’efficienza simile a quella di HEVC.
  • AV1: il più recente ed efficiente dei quattro, aperto e senza licenze a pagamento. Solo i chip relativamente nuovi lo decodificano in hardware.
  • Vecchi: MPEG-2 (quello dei DVD e della televisione digitale) e MPEG-4 Part 2 (Xvid, DivX). Si trovano ancora nei file meno recenti.

Un dettaglio che crea problemi è la profondità di colore: un HEVC a 10 bit è più impegnativo di uno a 8 bit, e ci sono dispositivi che aprono l’uno e non l’altro.

I codec audio

  • AAC: l’audio predefinito di MP4 e di quasi tutto lo streaming. Compatibile con tutto.
  • AC-3 (Dolby Digital) ed E-AC-3 (Dolby Digital Plus): audio multicanale, 5.1 e oltre, di dischi, trasmissioni televisive e piattaforme. Non tutti i telefoni li decodificano.
  • DTS e TrueHD: audio di alta qualità dei dischi Blu-ray. Pochi telefoni li aprono da soli.
  • Opus: moderno, aperto e molto efficiente, frequente in WebM. Vedrai anche MP3, FLAC (senza perdita) e Vorbis.

Decodificare in hardware o in software

Decodificare significa decomprimere il video per mostrarlo. Un telefono può farlo in due modi:

  • In hardware: con un circuito del chip dedicato solo a questo. Consuma poca batteria, scalda appena e regge risoluzioni alte, ma conosce solo i codec e i profili per cui è stato progettato. Quando non ce la fa, di solito l’immagine si vede verde, nera o a blocchi.
  • In software: con il processore principale. Accetta più formati ed è più prevedibile, ma consuma più batteria, scalda e può non farcela con le risoluzioni alte.

Come fa Whatplay

Whatplay usa i decoder del sistema e ha in più un proprio motore FFmpeg per quello che il telefono non apre. Lo scegli in Impostazioni › Player › «Motore di riproduzione» e, mentre guardi qualcosa, in «Opzioni» › «Motore»:

  • Automatico (quello consigliato): prima i decoder del sistema; FFmpeg entra in gioco solo per quello che il sistema non apre, come DTS, TrueHD, MP2, AC-3 dove manca o il video a 10 bit.
  • ExoPlayer: solo quello del sistema. Serve a escludere che un problema dipenda da FFmpeg.
  • FFmpeg: FFmpeg in primo piano, anche per il video, in software. Per aggirare un decoder del telefono che dà problemi.

Inoltre, in Impostazioni › Player trovi «Decodifica hardware» («Disattivala se vedi l’immagine verde o nera») e, in «Opzioni», il selettore «Decoder», con Hardware o Software. Se il decoder del dispositivo si blocca a metà, Whatplay lo dice («Il decoder del dispositivo non ha funzionato: si prova quello software») e va avanti senza che tu debba fare nulla.

Per sapere cosa stai guardando, apri «Opzioni» nel player: sotto il titolo compaiono la risoluzione, il codec, i Mb/s e i fotogrammi al secondo, quando il video li indica. Ogni traccia audio indica il suo codec e i suoi canali, per esempio «AC3 5.1».

E sulla TV

Quando invii a un Chromecast, a decodificare è la TV, non il telefono. Quello che la TV non apre così com’è (un MKV, uno Xvid, un HEVC su un vecchio Chromecast), il telefono lo converte mentre guardi, se è attivo Impostazioni › TV › «Converti video per la TV». Consuma più batteria e scalda il telefono. Per ora il video HDR e quello interlacciato non vengono convertiti: se la TV non li apre, si vedono solo sul telefono. Trovi più dettagli in La TV non apre un video.

Cosa fare se qualcosa non si vede o non si sente

  1. Lascia il motore su Automatico.
  2. Se c’è l’audio ma non l’immagine, o l’immagine è verde o nera, imposta il «Decoder» su Software.
  3. Se c’è l’immagine ma non l’audio, prova il motore FFmpeg.
  4. Se non funziona niente, prova lo stesso video su un altro dispositivo: se nemmeno lì va, il problema è nel file o nella trasmissione.

Se prepari i tuoi video, H.264 con audio AAC in MP4 è la combinazione che dà meno sorprese. Il centro assistenza riassume i formati in Quali formati riproduce?, e i termini tecnici sono nel glossario del video.

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